"Mutuum date nihil deinde sperare", dice S. Luca nel Vangelo. Io non sono osservante ma molti mi sa si siano allontanati dal precetto evangelico! Scherzi a parte, mi pare ovvio, non è una cosa strana. Civilisticamente, l' art. 1815 del C.C. prevede che <<salvo di versa volontà delle parti, il mutuatario deve corrispondere gli interessi al mutuante. Per la determinazione degli interessi si osservano ledisposizioni dell' art. 1284.>>. Fiscalmente, dal combinato disposto degli art. 42 e 43 del TUIR emerge una presunzione di fruttuosità della somma mutuata ergo...