Citazione:
Originalmente inviato da kondorcap
chiunque usi un approccio "contabile"..ed in questo forum ce ne sono tanti.. hanno l'impressione che acquistando un titolo a tasso variabile.. si guadagna all'aumentare dei tassi.. ed infatti.. le cedole.. e quindi i cash flows incassati aumentano..
peccato pero' che ..se da un lato una variazione al rialzo della curva dei tassi provoca un aumento delle cedole attese (effetto positivo)..dall'altro provoca un'abbassamento dei discount factor usati per l'attualizzazione delle stesse cedole (effetto negativo).. ed i due effetti si annullano...
l'unica componente che risente dell'effetto è la differenza tra lo spread incassato sull'euribor e lo spread applicato per la valutazion del rischio di credito.. definito credit risk... si segnala un piccolo effetto (negativo) sulla cedola in corso..
in compenso pero' il prezzo di un titolo a tasso fisso.. perde valore all'aumentare dei tassi.. quello variabile (indiciz all'euribor) rimane dov'e'..
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Grazie, come sempre, ora mi è più chiaro, però se mi è chiaro il concetto di discount factors, lo è meno quello sull'attualizzazione delle cedole...
Inoltre, per quanto riguarda il tasso fisso, mi proteggo un po' di più (almeno all'inizio dell'aumento dei tassi) con bond a tassi elevati o è solo una percezione sbagliata?
Nel tuo ragionamento non mi smebra che entri in gioco il prezzo al quale acquisto il titolo, ma se compro a 77 o a 92, le cose cambiano, o sbaglio ancora?
Infine, dal tuo approccio io deduco che l'unico modo di "salvarsi" (oltre a quelli che indichi tu) mi sembra quello di stare sempre sul breve e, per farla semplice anche se so che il discorso è più complicato, non portare a scadenza, cioè andare di volta in volta sui rapporti rendimento/rischio (e qui dovrebbe entrare in gioco l'uso dei CDS, o no?) migliori.
Grazie ancora.