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Cosa sono i derivati ?
La denominazione di "strumenti derivati" dipende dal fatto che il loro valore "deriva" dal prezzo dell'attività sottostante a cui il contratto fa riferimento. Le fluttuazioni e l'andamento di tali strumenti risultano pertanto direttamente correlate alle variazioni dell'attività sottostante.
Si possono avere due tipologie di derivati, distinte in base all'attività sottostante di riferimento: derivati sulle merci e derivati su attività finanziarie.
I primi sono legati ad attività reali come il petrolio, l'oro, il grano, il caffè…
I secondi sono invece legati ad attività finanziarie come tassi di interesse, valute, azioni ed indici azionari.
Un future è un contratto a termine con il quale si assume l'impegno di acquistare o vendere una certa quantità di una merce o attività finanziaria ad un prezzo e ad una scadenza futura predeterminati, però a differenza dei contratti a termine rappresenta un valore mobiliare, suscettibile di essere trasferito in modo immediato, ed è scambiato soltanto all'interno dei mercati borsistici ufficialmente riconosciuti.
I future vengono generalmente utilizzati per operazioni di:
Speculazione
Il future viene acquistato o venduto al fine di guadagnare dai rialzi o ribassi del mercato, beneficiando dell'effetto leva e i ridotti costi di transazione.
Circa l'85-90% delle operazioni sui contratti future vengono svolte a tale fine ed hanno in genere un orizzonte temporale molto breve, talvolta intraday, con gli operatori che aprono e chiudono le proprie posizioni più volte all'interno della giornata.
Copertura o hedging
Un'operazione di copertura o hedging permette di eliminare il rischio di fluttuazione del valore di un bene sul mercato. Per esempio in caso di aspettative negative è possibile difendersi, vendendo futures sull'indice di Borsa di riferimento. In caso di un forte calo dell'indice, la perdita teorica del proprio portafoglio sarebbe compensata dal guadagno realizzato sui contratti futures
arbitraggio
E' l’attività che permette di ottenere dei profitti dalle differenze di prezzo presenti su mercati diversi. Per esempio se il future fosse scambiato ad un prezzo più alto del proprio valore teorico, l’arbitraggista potrebbe vendere il future ed acquistare titoli dell’indice e lucrare sulla differenza; in definitiva, l’attività dell’arbitraggista permette quindi di correggere gli scostamenti dei prezzi tra future e sottostante;
In Italia è possibile trattare i future sull'IDEM (Italian Derivatives Equity Market), il Mercato Italiano dei Derivati Azionari.
L'IDEM nasce ufficialmente il 28 novembre 1994, con l'introduzione del contratto future sull'indice MIB 30 (FIB 30 o più semplicemente FIB). Successivamente, nel novembre 1995, ha avuto inizio la contrattazione delle opzioni sull'indice MIB 30 (MIBO 30), mentre qualche mese dopo sono state introdotte le prime opzioni su i titoli azionari. Il 22 marzo 2004 hanno avuto inizio le contrattazioni i nuovi derivati sull'indice S&P/MIB, che dal settembre 2004 hanno sostituito il Fib30 e le opzioni sul mib30.
S&P/MIB e miniS&P/MIB
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