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S&P/MIB e miniS&P/MIB
 
Indice

Introduzione

S&P/MIB e miniS&P/MIB

 

IndiciPrezzo%
15438.00-6.54
20580.00-6.95
17674.00-5.61
20309.00-7.14
1649.51+0.27
8802.00-4.66
4544.31-7.01
3203.39-6.95

TitoloPrezzo%
18.4500+6.94
0.0850+6.12
0.1997+5.22
4.4500+4.95
1.9690+4.79

TitoloPrezzo%
48.3200-19.99
8.5200-19.64
19.5400-17.38
0.3155-16.86
3.6400-16.13

TitoloPrezzo%
0.5500-7.56
1.8900-10.00
0.7950-9.93
0.6425-1.12
2.2800-14.61

S&P/MIB e miniS&P/MIB sono contratti future aventi come attività sottostante l'indice S&P/MIB e sono negoziati e quotati sul Mercato Italiano dei derivati, IDEM, dalle 9.00 fino alle 17.40. Questi due future presentano caratteristiche analoghe, ma il valore del contratto miniS&P/MIB è pari ad un quinto rispetto al contratto S&P/MIB. Il valore per tali contratti viene infatti espresso in punti indice, e ad ogni punto viene assegnato un valore di 5 euro per lo S&P/MIB e di 1 euro per il miniS&P/MIB. Lo scostamento minimo effettuabile per la quotazione di entrambi i contratti consiste in 5 punti indice, ossia 25 euro per il S&P/MIB e 5 euro per il miniS&P/MIB .

Se lo S&P/MIB quota in un dato momento 28.000 punti indice, ciò significa che tale contratto ha un valore di: 28.000 x 5 euro =140.000€.
Considerando il miniS&P/MIB sempre a quota 28.000, il contratto avrebbe invece un valore di 28.000 x 1 euro = 28.000€

Le principali componenti del prezzo del S&P/MIB e miniS&P/MIB sono rappresentate da:

- Valore dell'attività sottostante:
Trattandosi in sostanza contratti a termine sull'indice S&P/MIB, il loro valore di tali strumenti necessariamente legato all'andamento di quest'ultimo.

- Tassi di interesse:
Tra future e tassi di interesse esiste una correlazione positiva, pertanto più elevati saranno i tassi, maggiore sarà il valore del future.

- Dividendi:
Tra future e dividendi esiste una correlazione negativa, più aumentano i dividendi distribuiti dai titoli sottostanti l'indice, minore sarà il valore del future. Qualora i tassi d'interesse si presentino minori dei dividendi, il future quoterà a livelli inferiori rispetto all'indice.

- Effetto tempo:
Maggiore è il periodo di tempo mancante alla scadenza del contratto, maggiore è solitamente il prezzo del future rispetto all'indice. In generale più ci si avvicina alla scadenza, più il valore del contratto tenderà a convergere verso il valore effettivo dell'indice Mib30.

Con S&P/MIB e miniS&P/MIBè possibile scommettere sul rialzo o il ribasso dell'indice S&P/MIB. Acquistando, aprendo cioè una posizione long, si scommette sul rialzo dell'indice sottostante; vendendo si assume invece una posizione short, si punta su un andamento ribassista del mercato. Data la natura di contratto a termine di questi strumenti, è possibile aprire una posizione sia con un acquisto che con una vendita. Entrando in una posizione long si conseguiranno degli utili nel caso in cui il sottostante mostri un andamento positivo. Entrando in una posizione short si avranno invece utili nel caso in cui il sottostante mostri un andamento negativo.

Per il contratto S&P/MIB sono contemporaneamente quotate le quattro scadenze trimestrali del ciclo marzo, giugno, settembre e dicembre. Fino alla data stabilita con successivo avviso di Borsa in ciascuna seduta di contrattazione sono contemporaneamente quotate tre scadenze trimestrali successive. Il contratto scade il terzo venerdì del mese di scadenza alle 9:10. Se si tratta di un giorno di borsa chiusa, il contratto scade il primo giorno di borsa aperta precedente. Una nuova scadenza viene quotata il primo giorno di borsa aperta successivo all'ultimo giorno di negoziazione della precedente scadenza

Per il contratto miniS&P/MIB sono contemporaneamente quotate le due scadenze trimestrali più vicine del ciclo marzo, giugno, settembre e dicembre. Fino alla data stabilita con successivo avviso di Borsa in ciascuna seduta di contrattazione è contemporaneamente quotata una sola scadenza trimestrale. Il contratto scade il terzo venerdì del mese di scadenza alle 9:10. Se si tratta di un giorno di borsa chiusa, il contratto scade il primo giorno di borsa aperta precedente. Una nuova scadenza viene quotata il primo giorno di borsa aperta successivo all'ultimo giorno di negoziazione della precedente scadenza

La prima e la seconda scadenza trimestrale saranno le più liquide, quelle su cui saranno concentrati la maggior parte degli scambi e che presenteranno nelle quotazioni uno spread denaro-lettera più ridotto. Risulteranno invece meno liquide le altre scadenze. Le scadenze sono in genere identificate nei codici identificativi dei contratti con la lettera H per il mese di Marzo, M per Giugno, U per Settembre, Z per Dicembre. Alla scadenza del contratto, non è chiaramente possibile ritirare o consegnare il bene oggetto del contratto, in quanto un indice è un numero, pertanto la liquidazione del contratto S&P/MIB consisterà nel regolamento della differenza monetaria tra il valore del contratto al momento dell'acquisto ed il valore del contratto alla scadenza.
La liquidazione di un contratto S&P/MIB, può comunque avvenire in qualsiasi momento della sua vita, durante il normale orario di negoziazione. Nel caso in cui si volesse mantenere la propria posizione oltre la scadenza del contratto, è necessario effettuare un'operazione di rollover , bisogna cioè chiudere la propria posizione sul contratto in scadenza e riaprirla sul contratto con scadenza successiva.

Ogni operazione conclusa con S&P/MIB e miniS&P/MIB, presenta come controparte la Cassa di Compensazione e Garanzia (CCG).
La CCG si contrappone tra compratore e venditore al fine di eliminare il rischio di insolvenza e garantire il buon fine delle negoziazioni sul mercato.

La CCG ogni qual volta si apre una posizione, richiede il versamento di un margine di garanzia, detto margine iniziale. La percentuale di tale margine è fissata dalla Cassa di Compensazione e Garanzia. Ipotizzando che il margine sia pari al 7.5% del controvalore del contratto se si acquista un future S&P/MIB a quota 28.000 punti, il margine iniziale da versare sarà pari a 10.500 euro (=28.000 x 5 euro x 7,5%), a fronte di un valore reale del contratto pari a 140.000 euro.

Il margine iniziale viene ricalcolato giornalmente, pertanto aprendo una posizione e mantenendola overnight, il giorno successivo la C.C.G. provvederà a restituire o richiedere all'investitore una somma pari alla differenza dei due margini, a seconda che tale differenza risulti positiva o negativa.

Riprendendo l'esempio precedente, mantenendo una posizione aperta overnight, se il S&P/MIB il giorno seguente dovesse aprire a 27.500, l'investitore si vedrebbe restituire una somma pari a 187,5 euro (=10.500 - 10.312,5) euro

Differente è invece il concetto di margine giornaliero o di variazione.
Alla fine di ogni giornata, per ciascuna posizione aperta overnight, la C.C.G., accredita o addebita a tutti gli operatori il margine giornaliero, ovvero l'importo guadagnato o perso nella seduta, in funzione della chiusura del Future.

Supponiamo di aver acquistato uno S&P/MIB a 28.000 e che a fine giornata il S&P/MIB quoti 27.500. La C.C.G. preleverebbe dal conto dell'operatore la somma di 2.500 euro (= 500 tick x 5 euro)

Esistono infine i margini infragiornalieri.
La cassa di Compensazione ha la facoltà di richiedere all'investitore dei margini aggiuntivi nel caso in cui si dovessero verificare oscillazioni molto marcate rispetto alla chiusura del giorno precedente. Tale decisione ha un carattere di eccezionalità e viene presa molto raramente.

Alla luce di tutte le considerazioni fatte, appare evidente che tramite S&P/MIB e miniS&P/MIB è possibile beneficiare di un effetto leva. E' possibile controllare un elevato ammontare di risorse finanziarie, attraverso il possesso di una piccola parte di esse, con un impiego di capitale relativamente contenuto. L'effetto leva è definito come rapporto tra il valore delle posizioni aperte ed il capitale investito. In virtù di tale effetto il risultato di qualsiasi operazione viene amplificato, ma non bisogna comunque dimenticare che così come possono essere amplificati i guadagni, allo stesso modo lo possono essere pure le perdite. L'effetto leva può pertanto essere considerato anche un indicatore di rischio: maggiore sarà l'effetto leva, maggiore sarà la rischiosità dell'investimento.

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