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Guida ai covered warrant
 
Indice

Definizione

Caratteristiche

Call e Put

Il mercato

Valore intrinseco e temporale

Le variabili del prezzo

Black & Scholes

Le greche

Strategie

 

IndiciPrezzo%
15438.00-6.54
20580.00-6.95
17674.00-5.61
20309.00-7.14
1649.51+0.27
8802.00-4.66
4544.31-7.01
3203.39-6.95

TitoloPrezzo%
18.4500+6.94
0.0850+6.12
0.1997+5.22
4.4500+4.95
1.9690+4.79

TitoloPrezzo%
48.3200-19.99
8.5200-19.64
19.5400-17.38
0.3155-16.86
3.6400-16.13

TitoloPrezzo%
0.5500-7.56
1.8900-10.00
0.7950-9.93
0.6425-1.12
2.2800-14.61

Il mercato dei Covered Warrant

La storia

La prima emissione di Covered Warrant, destinata agli investitori istituzionali, risale al 1992 ad opera di Citibank, con un call e put sul cambio Dollaro/Lira.

L'accoglienza da parte degli investitori fu decisamente superiore alle aspettative, consentendo al mercato interbancario di svilupparsi per le emissioni successive, ed allargarsi anche agli investitori individuali.

I Covered Warrant offerti sul mercato italiano non erano inizialmente presenti su alcun mercato ufficiale domestico. Venivano scambiate emissioni che si trovavano quotate principalmente sulla borsa di Francoforte e del Lussemburgo.

In seguito, a partire dal giugno 1998, i covered warrant, sono stati ammessi alla quotazione da parte della Borsa Italiana ed introdotti sul mercato telematico MCW.

Da allora i CW hanno registrato una ulteriore notevole crescita, sia per numero di serie quotate, che per volumi di negoziazione.

Il mercato italiano dei Covered Warrant, si colloca ora al terzo posto a livello europeo, dopo Germania e Svizzera, in termini di volumi di negoziazione e numero di strumenti quotati.

Attualmente sono presenti 19 emittenti, che quotano, complessivamente, più di 6.000 strumenti e nel 2000 gli scambi hanno superato quota 31 miliardi di euro.

Riportiamo di seguito l'elenco degli emittenti attualmente presenti sul mercato MCW, con il rispettivo codice identificativo di Borsa:

Abn Amro (N)
Banca Pop. Milano (R)
Dresdner Bank (A)
Merril Lynch (M)
Abax Bank (H)
Caboto (K)
Goldman Sachs (G)
Monte Paschi (F)
Banca IMI (B)
Citibank (C)
Intesa (I)
Société Générale (S)
B Naz Lavoro (E)
Credit Lyonnais (L)
J.P. Morgan (J)
UBS (W)
BNP (P)
Deutsche bank (D)
Lehman Brothers (X)
Unicredito (U)

A titolo di esempio il codice S01347 sarà identificativo di un CW di Sociètè Gènèrale, il codice A41662 sarà identificativo di un CW Dresdner.

Segmenti

Il mercato dei Covered Warrant è suddiviso in diversi segmenti:

Plain vanilla call o put con strike diverso da zero
Benchmark call con strike pari a zero
Certificates call a strike zero con sottostante indici sintetici costruiti dallo stesso emittente
Strutturati/Esotici combinazioni di call e put

I Benchmark ed i Certificates (strumenti molto simili fra loro che nel primo caso riflettono il livello di mercato del sottostante e nel secondo ne sintetizzano il valore) si differenziano dai covered warrant tradizionali in quanto, a differenza di questi ultimi, non hanno un effetto leva, non presentano una volatilità maggiore di quella degli indici sottostanti e le variazioni del tempo mancante alla scadenza non influiscono sul loro importo di liquidazione.

La negoziazione

Le negoziazioni si svolgono secondo le modalità della negoziazione continua e gli orari sono così articolati:

cancellazione proposte
08.00
09.25
negoziazione continua
09.30
17.25

Durante la sessione di negoziazione continua i contratti vengono conclusi mediante l'abbinamento automatico delle proposte di acquisto o di vendita presenti sul book e ordinate secondo criteri di priorità di prezzo e di tempo.

I contratti di compravendita sono liquidati il terzo giorno di borsa aperto successivo alla stipulazione.

Il Market Maker non può non esporre prezzi denaro e prezzi lettera per un periodo di tempo superiore ai 10 minuti

Il Market Maker è tenuto a comunicare tempestivamente alla Borsa Italiana problemi che impediscano il ripristino delle quotazioni oltre il termine dei suddetti 10 minuti.

Non è previsto un limite di spread, inteso come differenza fra quotazioni denaro e lettera. Pertanto alcuni market maker potrebbero proporre differenze significative fra i prezzi ai quali sono disposti ad acquistare e a vendere.

Le negoziazioni sono sospese automaticamente quando vi sono scostamenti superiori ad un certo valore (attualmente il 30%) fra due contratti conclusi consecutivamente. In casi particolari il market maker può anche chiedere alla Borsa Italiana di essere temporaneamente

Regole generali stabilite da Borsa Italiana S.p.A.

La Borsa Italiana prevede nel proprio Regolamento le seguenti norme di standardizzazione:

  • la parità/multiplo deve essere pari a 0,1, qualora l'attività sottostante sia costituita da azioni italiane quotate in borsa e 0,0001, qualora il sottostante sia costituito da indici gestiti da Borsa Italiana;
  • il prezzo di liquidazione deve essere pari al prezzo di riferimento nel caso in cui il sottostante sia costituito da azioni italiane ed al prezzo di apertura, qualora il sottostante sia costituito da indici gestiti da Borsa Italiana;
  • l'esercizio della facoltà a scadenza è esclusivamente automatico nel caso in cui l'opzione sia in the money (ovvero qualora la differenza tra il prezzo di liquidazione e il prezzo di esercizio del covered warrant sia positiva nel caso di call e viceversa nel caso di put).
  • in tali condizioni, salvo diversa indicazione dell'investitore che manifesti l'intenzione di rinunciare all'utile (esercizio in eccezione), l'emittente deve ritenersi impegnato al riconoscimento della differenza positiva.
  • il limite massimo di variazione del prezzo delle PDN rispetto al prezzo di riferimento del giorno precedente a +/- 900%.
  • il limite massimo di variazione dei prezzi dei contratti rispetto al prezzo di riferimento a +/- 50%.
  • il limite di prezzo tra due contratti consecutivi a +/- 30%.

Per quanto concerne le modalità di liquidazione dello strumento, si può avere la consegna fisica dell'attività sottostante oppure la liquidazione monetaria, quando l'attività sottostante è costituita da azioni o titoli di Stato negoziati sui mercati italiani, mentre per tutte le altre categorie di attività sottostanti è possibile avere esclusivamente la modalità di liquidazione monetaria.

Per i covered warrant che prevedono una liquidazione monetaria, la modalità di fissazione del prezzo di liquidazione deve ridurre il rischio di andamenti anomali nei prezzi dell'attività sottostante e il prezzo di liquidazione deve essere espressione di una quantità significativa di volumi scambiati dell'attività sottostante.

La liquidità al mercato viene garantita tramite l'esposizione continuativa da parte dell'emittente su tutte le serie quotate nei prezzi denaro e nei prezzi lettera, per un quantitativo almeno pari al lotto minimo di negoziazione. Tale attività di Market Making può essere svolta anche da un soggetto terzo incaricato dall'emittente.

Tassazione

Dal punto di vista fiscale, le plusvalenze sul covered warrant sono soggetti tassate con l'aliquota al 12,50%, sia che derivino dall'esercizio dell'opzione sia che provengano da compravendita del titolo. Nel primo caso, l'imponibile è rappresentato dalla differenza tra strike price e prezzo del sottostante; nel secondo caso, dal corrispettivo della vendita, diminuito dei premi pagati e di altri oneri. (Testo Unico delle Imposte sui Redditi, art.81). È consentita la deducibilità delle minusvalenze e degli altri oneri da operazioni di cessione a titolo oneroso

Le spese di intermediazione per i covered warrant variano in base agli intermediari. In termini di percentuale sono solitamente le stesse di quelle applicate alle azioni; in termini assoluti, dato che un cw vale una frazione dell'azione, l'acquisto di un cw comporta il pagamento di spese meno elevate.

È possibile negoziare diversi cw con commissioni zero grazie ad accordi di distribuzione tra i market maker e i principali broker online.

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