Popolare di Vicenza: ripartire dal territorio

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Lo sforzo maggiore è quello di ripartire. Lasciarsi alle spalle il travaglio del salvataggio pubblico, ricostruire la fiducia della clientela, rinforzare il legame con il territorio anch’esso danneggiato dalle difficoltà che hanno travolto le due banche venete, la Popolare di Vicenza e Veneto Banca. È il concetto sottolineato da Gabriele Piccini, vicedirettore generale di BpVi: “Chi ha oggi la responsabilità della banca – ha dichiarato in una recente intervista – dal nostro presidente all’amministratore delegato, al sottoscritto, ha il compito di dare un futuro. Dare un futuro ai nostri azionisti, a questi territori che difficilmente si possono privare di una forte banca con un radicamento territoriale. Mi auguro che si possa chiudere e che si possa dire che Vicenza ha voglia di rilanciare”.
In questa direzione va anche l’accordo, siglato con la Rete imprese Prato, ente che raccoglie Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Cna e Casartigiani della provincia emiliana. La Banca Popolare di Vicenza fornirà credito fino a 100 milioni di euro alle piccole e medie imprese del distretto.

Iniziative da replicare, in particolare nel territorio di riferimento: “La proposta è guardare al futuro, di guardare a una realtà regionale, fortemente localizzata nelle due province di Vicenza e Treviso. Io incontro periodicamente – ha proseguito Piccini – associazioni di categoria, incontro periodicamente imprenditori e devo dire che questa è una delle cose che maggiormente ci chiedono: creare i presupposti per il lancio di una banca fortemente orientata ai bisogni del cliente, a costruire una forte reputazione sul territorio, una banca fortemente innovativa, capace di mettere a disposizione un’offerta multicanale e digitale per la clientela”.

Per la ripartenza la Banca Popolare di Vicenza non potrà fare a meno del sostegno dello Stato. Dopo il salvataggio operato dal fondo Atlante, che ha permesso di evitare la procedura di bail-in, il governo ha fatto richiesta alla Commissione europea di autorizzare un piano per una ricapitalizzazione preventiva di 5 miliardi di euro.
Risorse necessarie, insieme ad altre azioni come alcune dismissioni, che permetteranno di concentrare le forze su un territorio in cui la Popolare crede molto. “Se sono venuto qui – ha ribadito Piccini – è perché ci credo fortemente in questo territorio, dove ho lavorato per tanti anni”.