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Azionario in allerta per parole Bce e crollo -1000 punti Borsa Tokyo. Movimenti scatenati anche su bond e forex

Corsa ai beni rifugio, mentre i tassi sui Bund volano fino a +9%. Cosa sta succedendo?

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Azionario globale in allerta, investitori sull’attenti in tutto il mondo dopo il crollo improvviso di 860 punti della borsa di Tokyo ma anche a seguito dell’avvertimento arrivato da Benoit Coeure, membro del Consiglio direttivo della Bce. Parlando da Lione, in Francia, Coeure ha lanciato un alert sul rischio legato alla compiacenza presente sui mercati e sulla necessità di creare una potenza di fuoco in Europa.

Vendite generalizzate sui mercati, gli indici azionari europei accelerano al ribasso, giù Wall Street, smobilizzi sui bond e sul dollaro. Impennata dello spread BTP-Bund, che corre di oltre +3% al di sopra dei 145 punti base.

A innervosire i mercati è stato il trend misterioso della borsa di Tokyo: nelle contrattazioni del pomeriggio locale, l’indice Nikkei 225 della Borsa di Tokyo ha bruciato nell’arco di tempo di un’ora appena il 3,6% dal massimo intraday testato quando viaggiava in corrispondenza del nuovo record in 25 anni, al minimo di giornata, quando è sceso fino a -1,7%.

Alla fine della sessione, l’indice ha chiuso la seduta in lieve ribasso, ma il dubbio sul motivo del tonfo ha continuato ad assillare analisti e investitori anche perchè il Nikkei Volatility Index, l’indice relativo alla volatilità del listino, è balzato a un certo punto della seduta di ben +23%, al ritmo più forte da agosto.

Alert anche dal mercato dei Bund tedeschi, con i tassi decennali che sono volati del 9%, e dal forex, con il dollaro/yen attaccato dai sell off, precipitato al minimo in un mese.

Il sentiment è peggiorato con gli avvertimenti arrivati da alcuni esponenti della Banca centrale europea.

“La Bce ha fatto il possibile e continuerà a farlo, ma entro i limiti del mandato, che sono stabiliti in modo chiaro – ha detto Coeure, stando a quanto riporta Bloomberg – Ora dobbiamo costruire una potenza di fuoco e per questo abbiamo bisogno di riforme”.

Nel commentare la ripresa dell’Eurozona, certificata anche dalle previsioni della Commissione europea rese note oggi, l’esponente della Bce ha ricordato che “questo recupero è dovuto non in piccola parte alla politica monetaria, al tasso di cambio e in equal misura ai bassi prezzi delle commodities, fattori che tuttavia non dureranno per sempre. Se ciò è vero, gli stati dell’Eurozona si ritroveranno senza munizioni quando arriverà la prossima crisi”.

Coeure ha detto anche che la Bce sta monitorando i rischi sulla stabilità finanziaria, inclusi quelli legati al contesto attuale caratterizzato dai bassi tassi di interesse, e che sono emersi timori su alcuni paesi e su alcune classi di asset. In particolare, è stato citato l’aumento dei debiti corporate in Francia.

Pur rassicurando sul fatto che non ci sarebbero segnali di bolle finanziarie nell’area euro, Coeure ha avvertito inoltre che la prossima crisi potrebbe non essere prevedibile.

Tornando al Nikkei – che ha poi chiuso la sessione in calo dello 0,2% a 22.868,71 punti – il tonfo di 860 punti ha fatto capitolare l’indice dal massimo intraday testato nella mattinata ora locale, a 23.382,15 punti (corrispondente a un guadagno del listino pari a +3%), al minimo intraday di 22.522,83 punti -, in calo dell’1,7%.

Lo scostamento è stato il più forte da quando Donald Trump è stato eletto presidente Usa l’anno scorso, in occasione dell’Election Day dell’8 novembre del 2016. Ironia della sorte, proprio ieri cadeva l’anniversario della vittoria di Trump (le contrattazioni della borsa di Tokyo si riferiscono comunque alla sessione odierna, 9 novembre).

Diversi i tentativi degli analisti di dare una motivazione a quello che è stato definito un mini flash crash.

Intervistato da Bloomberg Norihiro Fujito, senior investment strategist per Mitsubishi UFJ Morgan Stanley Securities, ha affermato che “non ci sono state notizie particolari che hanno scatenato la volatilità di questo pomeriggio”.

A suo avviso, ciò che è accaduto è stato un aggiustamento massiccio in vista dell’evento noto in Giappone come “SQ”, acronimo di quotazione speciale, che si calcola attraverso i prezzi di apertura dei 225 titoli del Nikkei il secondo venerdì di ogni mese e che determina il valore dei futures sulla borsa di Tokyo o dei contratti di opzione a scadenza.

Anche Takashi Kudo, responsabile della divisione di corporate sales presso Moneysquare Japan, a Tokyo, ha spiegato i bruschi movimenti del Nikkei 225 con la Special Quotation, che a suo avviso avrebbe portato gli investitori stranieri a optare per le prese di profitto, mettendo contestualmente sotto pressione il cambio dollaro-yen.

Hans Goetti, fondatore di HG Research a Singapore, ha sdrammatizzato la forte oscillazione, affermando di ritenere che l’azionario giapponese potrebbe anzi salire fino a +30% nei prossimi mesi, in base a quanto emerge dagli utili aziendali, dalle valutazioni e dalla politica della banca centrale Bank of Japan.

Ma certo i movimenti in atto anche sui mercati dei bond e sul forex non sono rassicuranti: trascorse le 16 ora italiana, i tassi sui BTP balzano all’1,83%, mentre i tassi sui Bund salgono allo 0,38%.

Tutto questo, mentre sul forex il calo del dollaro legato ai dubbi sulla riforma fiscale di Trump porta l’euro a salire al record in sei giorni, a $1,1645.

Il dollaro-yen scende fino a JPY 113,25, dopo aver testato il record negli ultimi otto mesi all’inizio della settimana.

Si smorza oggi l’effetto “Trumpflation trade”, ovvero la scommessa sul forte rialzo della crescita e dell’inflazione Usa che potrebbe essere scatenato con il taglio delle tasse proposto dal presidente; si temono ostacoli alla riforma fiscale, in vista della presentazione in giornata di una proposta di legge da parte del Senato diversa da quella della Camera. 

Vendite anche a Wall Street, dove il Dow Jones scivola fino a 150 punti, prima di ridurre le perdite, a fronte del Nasdaq che si appresta a riportare la sessione peggiore dallo scorso 17 agosto.